MANDARINI – Citrus reticulata (deliciosa; nobilis)

Mandarini: Il nome comune mandarino si può riferire tanto alla pianta quanto al suo frutto. È uno dei tre agrumi originali del genere assieme al cedro ed al pomelo. Da quando è stata accettata la teoria secondo la quale tutti gli agrumi derivano da queste tre sole specie, il mandarino ha certo acquistato importanza storica, in quanto si tratta dell`unico frutto dolce tra i tre originali. Considerando che il Citrus oggi più diffuso nel mondo è l`arancio, il più dolce di tutti, dobbiamo ben riconoscere qualche merito a questo suo illustre predecessore.

Il mandarino è un arbusto poco più alto di due metri, in alcune varietà fino a quattro metri. Le foglie sono piccole e profumatissime. Il frutto è di forma sferoide, un po` appiattito all’attaccatura, e si lascia cogliere facilmente. La polpa è di colore arancio chiaro, costituita da spicchi facilmente divisibili, molto succosa e dolce. La buccia è di colore arancione, sottile e profumata, con un`albedo molto rarefatta e granulosa che consente una facile pelatura del frutto. Spesso la buccia addirittura si distacca dalla polpa ancora prima che il frutto venga colto dal ramo, il che gli conferisce un aspetto “ammaccato”. È particolarmente semplice rimuovere la buccia con le mani, proprio in quanto scarsamente attaccata alla polpa.

I mandarini sono normalmente consumati come frutta fresca o lavorati nella produzione di marmellate e frutta candita. Dalla buccia si estrae un olio essenziale che è un liquido di colore giallo oro leggermente fluorescente. Chimicamente si tratta perlopiù di d-limonene che spesso viene sofisticato con l`olio ricavato dal frutto intero non maturo.

Un albero adulto può dare da 400 a 600 frutti all’anno.

La specie originale del mandarino è il Citrus nobilis e proviene dal Giappone e dalla Cina, ma a giungere per prima in Europa è stata la specie Citrus reticulata che è originaria dell`Indonesia ed dell`India. Bisogna dire però che si tratta più che altro di una differenziazione puramente geografica, in quanto tra le due specie non esistono grandi differenze, il che conferma la grande forza di questa pianta che è riuscita a mantenere praticamente inalterate le proprie caratteristiche attraverso secoli e continenti. Oggi sono note decine di varietà di mandarino, ma si tratta solo di cultivar ottenuti con la selezione e altre metodologie di produzione.

Varietà più diffuse:

In America la varietà più coltivata è la satsuma o mikan, importata nel 1876 dal Giappone. Da notare che Satsuma, oltre al nome di una regione nel Kyushu, è anche una città dell`Alabama cresciuta con i mandarineti. Questa varietà viene coltivata anche in Sicilia, assieme all’avana ed il paternò.

Gli Inglesi e gli Americani, oltre alla parola mandarino usano come sinonimo anche e soprattutto il nome tangerine, dal che possiamo dedurre che il frutto veniva importato dapprima dal Mediterraneo. Ma si tratta in realtà di due distinte varietà. Il vero mandarino è di colore arancio chiaro e leggermente appiattito; il peduncolo si trova in una piccola infossatura. Il tangerino è un ibrido del mandarino con l`arancio, perciò la buccia è di colore arancio acceso; il peduncolo esce da una piccola protuberanza (come in certi limoni); le foglie sono più larghe.

Alcuni esperti, specialmente americani, includono tra i mandarini anche le clementine, ma la classificazione è molto discussa. Anche le clementine sono degli ibridi, e precisamente tra il mandarino e l`arancio amaro, per cui &endash; come i tangerini – si potrebbero catalogare a pari diritto pure tra gli aranci. È stata fatta anche la proposta di includere in un`eventuale unica varietà comune sia i tangerini che le clementine. Attualmente i tangerini sono ritenuti una varietà di mandarini, mentre le clementine fanno specie a parte, in quanto hanno dimostrato di possedere qualità durature e ripetibili, il che le porrebbe sullo stesso piano, ad esempio, delle limette. Ma una classificazione definitiva non è stata ancora concordata

Il Mandarino Avana e` caratterizzato da una pianta di ottimo sviluppo e produttività con tendenza pero` all’alternanza, proprio per questo viene suggerita la potatura in luglio, regolandola in base ai frutti presenti sulla pianta.

Le foglie sono di piccola dimensione e lanceolate, mentre il frutto e` di forma globosa schiacciata ai poli; le dimensioni di esso sono medie con lobo pedicellare piu` o meno pronunciato(a volte anche assente); la buccia e`sottile, poco aderente, e a maturazione presenta colore arancio; la polpa dolce (coloo rosso chiaro) e` ricca di semi ed emana profumo.

La raccolta ha luogo da fine di novembre a gennaio, ed i frutti maturi hanno una qualita` ed un aroma straordinario.

La pianta entra in produzione precocemente a pochi anni dall’impianto.

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