Fitoiatria: Funghi: Marciumi radicali
I microrganismi causa di tale alterazione sono:
– Armillaria mellea (marciume radicale fibroso);
– Rosellinia necatrix (marciume radicale lanoso).
Il marciume da Armillaria mellea, si evidenzia con la presenza di un feltro miceliare di colore bianco-cremeo nella zona sottocorticale, sia nelle radici principali che nella zona del colletto, fino ad un` altezza di 15-20 cm dal suolo.
I tessuti colpiti dall’infezione, che avviene prevalentemente attraverso lesioni, perdono la normale consistenza, imbruniscono e necrotizzano con emanazione di un forte odore di fungo fresco. Caratteristica del patogeno è la produzione nei tessuti (tra legno e libro) di cordoni miceliari, simili a piccole radici di colore bruno-nerastro, ad andamento rettilineo, chiamati «rizomorfe».
La pianta colpita manifesta sintomi di sofferenza, consistenti in ingiallimenti diffusi della chioma e suo successivo parziale o totale disseccamento. Alla base del tronco compaiono, nel periodo autunnale, i corpi fruttiferi del patogeno sotto forma di funghi a cappello di colore giallastro con lamelle e anello; tali funghi, riuniti in gruppi, vengono normalmente chiamati «famigliole» o «chiodini» ed hanno apprezzabile valore alimentare.
Il marciume radicale da Rosellinia necatrix, si manifesta principalmente nella zona del colletto e delle grosse radici: la corteccia appare imbrunita e si distacca facilmente mettendo a nudo il legno sottostante. Nella zona sottocorticale si evidenzia un mi celia biancastro con la presenza di ammassi di ife e cordoni.
La sintomatologia dell’alterazione, nella parte aerea della pianta, assume il medesimo aspetto già descritto per il precedente patogeno
DIFESA
Contro gli agenti di marciume radicale, l’efficacia della lotta è in relazione alla tempestività degli interventi.
Sono consigliabili le seguenti cure agronomiche:
– impedire il ristagno di acqua nel terreno con opportuni drenaggi che assicurino il buon deflusso idrico;
– effettuare periodiche lavorazioni del terreno, soprattutto attorno alla circonferenza delle piante per favorire i processi microbiologici con aereazione dell` apparato radicale;
– eliminare le piante infette per evitare la propagazione della malattia.
La terapia chimica deve essere eseguita nei primi stadi dell`infezione somministrando nella zona basale della pianta a livello del colletto i se guenti fungicidi:
– Sali di rame: ossicloruro rameico, poltiglia bordolese.
Tali farmaci, in caso di piante gravemente colpite, debbono essere somministrati alle radici dopo un intervento di sterro con la rimozione del terreno circostante.

