Ragnetti

Fitoiatria: Acari: Ragnetti

In questo gruppo piuttosto abbondante, sono compresi gli Acari della famiglie Tetranichidi, Tenuipalpidi, Tarsonemidi ed Eriofidi. Queste famiglie sono ricche di specie fitofaghe dotate di una notevole prolificità (di elevata dannosità). Gli acari possiedono un apparato boccale di forma particolare, costituito da due paia di appendici boccali (cheliceti e pedipalpi) , atte a prendere, perforare e lacerare.

I danni principali prodotti sulla vegetazione a seguito dell’attacco (questi fitofagi, si manifestano con decolorazioni fogliati grigio-giallastre con la comparsa di residui ragnatelosiriscontrabili sulla pagina inferioni le foglie infestate possono cadere anticipatamente o necrotizzare ed anche i fiori possono risultare danneggiati (es. Tetranichidi). Si possono annotare sulla giovane vegetazione, foglie piccole o deformate, a volte ispessite ed arrotolate ai bordi; le lamine talora presentano arricciamenti increspature e bollosità; nelle piante da fiore si può avere difficoltà nel schiusura dei boccioli (es. Tarsonemidi). Inoltre si osservano a volte formazioni galliformi che possono interessare le foglie ed anche altri organi; erinosi fogliari per anormali proliferazioni pilifere, gemme ipertrofiche, vescicolosità ecc. (soprattutto negli Eriofidi a seguito della inoculazione enzimi a cui la pianta reagisce).
DIFESA

Esiste una notevole difficoltà per determinare la presenza di questi fitofagi, soprattutto per quanto riguarda gli Eriofidi. Contro di essi, che al contrario degli altri restano nascosti per lunghi periodi, la difficoltà maggiore consiste nel momento d’intervento. Altra difficoltà è rappresentata dalla capacità di molti acari di originare ceppi resistenti agli acaricidi, che andranno pertanto alternati nel loro uso. Inoltre, contro acari esistono molti antagonisti in natura, sia tra gli organismi vegetali che tra gli insetti e gli stessi acari. Ciò ve tenuto conto nella lotta, in quanto tutte le forme utili devono essere salvguardte o addirittura utilizzate come mezzo di lotta biologica. Buoni risultati si sono già ottenuti con l’acaro Fitoseide Phytoseilus persimilis. Coccinellidi (Stethorus punctillum) e Stafilinidi, Rincoti Antocoridi e Miridi, Ditteri Cecidomidi e Neurotteri Crisopidi.

I prodotti acaridici più o meno specifici che possono essere usati con un buon risultato contro questi fitofagi, appartengono ai seguenti gruppi:

– Fosforganici: azinfos-etile, pirimifos-metile, forate, malation, paration, ometoato, protoato
– Clororganici: endosulfan, dicofol, clorbenside;
– Azotorganici: amitraz, azocyc1otin, benzoximate;
– Solforganici: propargite, tetradifon, clorfenson;
– ldrocarburi derivati: bromopropilato;
– Piretro-derivati: fenpropatrin;
– Olii insetticidi: olii minerali semplici o attivati.